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I testi e le notizie storiche, riportati nel sito, sono tratti dai quattro volumi
“LA CITTA’ SUL PALCOSCENICO – ARTE  SPETTACOLO PUBBLICITA’ A MACERATA 1884/1944”, dei fratelli Franco ed Enzo Torresi, ai quali va la mia gratitudine per la loro disponibilità.

La morte dell’aeronauta Francesco Pietroni 

L'inaugurazione dell'acquedotto

Lettera di Achille Barilatti

Morte dell'architetto Ireneo Aleandri


In tema di prostituzione

La solenne inaugurazione della Scuola “De Amicis”

La luce in città

Inaugurazione Politeama Marchetti

 

14 GIUGNO 1891. Inaugurazione del Politeama Marchetti. Il Sig. Anastasio Marchetti ha sortito dalla natura uno spirito intraprendente. Egli non può star fermo, ha bisogno di moto. Non sfuggì al suo acume il nuovo sistema delle Fornaci Offemann e ne costruì subito una in Contrada Moje sul lato destro di via Cairoli terreno di sua proprietà ma non ottenne il risultato che si aspettava e varie furono le cause.
Da vario tempo questa fornace rimaneva inoperosa e nacque nella mente del Signor Marchetti l’idea di trasformare questo fabbricato in un Teatro-Politeama. Senza pensarci tanto, in brevissimo tempo l’idea venne tradotta in fatto ed oggi il Politeama è compiuto, è benissimo arredato ed ha bellissimi scenari.
Questo Politeama ha incontrato le simpatie di tutti, da chiunque lo esamina, si sente esclamare bello, bello; questo veramente mancava a Macerata e tutti concludono con un, bravo Signor Marchetti ed io oggi, giorno della sua inaugurazione faccio il mio lungo applauso. Il signor Marchetti sono certo che nulla trascurerà per corredare questa sua opera di tutti gli altri locali che si rendono necessari per la comodità e decenza. Io intanto mi permetto raccomandare la costruzione della Galleria, e se fosse possibile un aumento di Luce.
Prima di dire al pubblico la mia impressione sullo spettacolo Il Barbiere di Siviglia col quale venne inaugurato la sera del 14 corrente  voglio dire una parola sul servizio del Caffè e del Ristoratore. Al Ristoratore diretto dal bravo cuoco Pompeo Ferrucci si ha un eccellente pasto, e buonissimo Vino e se il servizio non può dirsi inappuntabile, è però soddisfacente, e basterebbe solo l’aggiunta di un inserviente che fosse pure della specie dei Camerieri.
Al Caffè il servizio non va, e il Sor Giggi converrà con me che la prima sera specialmente era uno scandolo; per certi servizi non si può essere attaccati alla Parrocchia; per esempio, il Parmigiano bisogna acquistarlo a Lodi ect.ect.
Ci fu un momento che quella confusione si convertì in un quadretto allegro, da un lato il Sig.Prof.Piersantelli con la sua placida sofferenza si raccomandava a Giggi per avere una Gazzosa onde dissetare i suoi due bambini, e Giggi rispondeva Io non ve pozzo fa gnente-quindi urlava Rescotate-rescotate-. Dall’altro lato un burbero allegro, mi disser essere il Sig.Rocchetti, batteva furiosamente per essere servito, ma inutilmente. (il gelato caro Giggi era caldo e viceversa poi il caffè era gelato) in conclusione bisognava provvedere. (La Campana 19 giugno)