- Anche
In tema di prostituzione la regola non cambia: chi la dura la vince.
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-
“Prefettura di Macerata/Ufficio Provinciale di P.S./Oggetto: Per la casa
di meretricio al Vicolo Casarino. Ill.mo Signor Commissario Prefettizio
Macerata. Con decreto prefettizio in data 31 luglio scorso fu ordinata
la chiusura della casa di meretricio, tenuta da Cini Teresa al Vicolo
Casarino n.5 di questa città.
- Il
provvedimento fu adottato in seguito a reiterati ricorsi degli abitanti
delle strade adiacenti al detto locale, per gli inconvenienti, negli
ultimi tempi, verificatisi, e più specialmente per la inopportunità che
una casa di prostituzione esistesse nei pressi della R.Scuola d’arti
applicata all’industria, della Chiesa di S.Lucia e della Caserma delle
Guardie di città.
- Ora la
Cini ha avanzata istanza per la riapertura del detto locale, dichiarando
di sottostare a quelle limitazioni e condizioni che piacesse
all’Autorità di P.S. di imporle. Sebbene le condizioni di fatto e di
ubicazione siano rimaste immutate, anzi, a mio modo di vedere, si sieno
aggravate con l’apertura, nella vicina strada Berardi, delle scuole
femminili, pure, prima di emettere un provvedimento sulla istanza della
Cini, prego la S.V. Ill.ma di manifestarmi anche il suo parere sulla
opportunità, nell’interesse della moralità pubblica, di mantenere chiusa
la casa di meretricio. 12 gennaio 1914, il Prefetto Bertagnoni”
-
- Si
adegua l’Ispettore all’Igiene: dice che non è il caso di riaprire.
-
- “Dal
momento che le ragioni che indussero l’Autorità di P.S. ad ordinare la
chiusura della casa di meretricio tenuta da Cini Teresa al Vicolo
Casarino N.5 sussistono ancora, anzi sono aggravate per l’apertura nella
prossima Via Berardi delle Scuole Elementari femminili; Considerato che
l’ubicazione della casa di meretricio nel suddetto Vicolo del Casarino è
in opposizione con le disposizioni dell’art.11 del Regolamento sul
Meretricio 21 Ottobre 1891, n.604; Riterrei che si dovesse dare parere
contrario alla apertura della suddetta casa nella località
sopraindicata”.
-
- Non
tutti i vicoli però sono uguali.
-
- “Sig.
Commissario Prefettizio, Macerata. Oggetto. Cini Teresa, Casa di
meretricio. La contrascritta donna ha fatto istanza per aprire una casa
di meretricio in questa Città, Vicolo Ferrari N.10, nello stabile di
proprietà di Balelli Alfonso.
- Essa,
poi, in via subordinata, e cioè qualora non potesse ottenerne la
apertura, chiede di aprire il detto locale, nella casa di proprietà di
Pescetti Nazzareno, sita nello stesso vicolo, al civico N.5. Macerata 26
gennaio 1914, Il Prefetto Bertagnoni”.
-
- Questa
volta l’Ispettore all’Igiene non crea intralci.
-
- “29
gennaio 1914. Le due case proposte dalla Cini Teresa trovansi entrambe
in fondo al Vicolo Ferrari. Tale vicolo sebbene nella parte superiore
sbocchi nella Via Giordano Bruno, che è una delle principali della
Città, nella parte inferiore sbocca sulla Via della Ripa che è via molto
secondaria e pochissimo frequentata.
- La
località prescelta dalla Cini corrisponde in massima parte alle
prescrizioni dell’art.lo 11 del regolamento sul meretricio in data 21
Ottobre 1891, n° 604, poiché in prossimità di essa non esistono edifici
destinati all’istruzione ed educazione, caserme, mercati ed altri luoghi
di pubblica riunione. Vi si trova soltanto a breve distanza dal Vicolo
Ferrari, sulla predetta Via della Ripa, la Chiesa del Chorpus Domini,
normalmente pochissimo frequentata, ed il monastero dello stesso nome,
ove risiedono poche e vecchie monache. Per ciò io crederei che potesse
venir accolta l’istanza della Cini. L’Ispettore d’Igiene e Polizia
Urbana Ciampoli”.
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