- L’inaugurazione dell’Acquedotto.
Macerata domenica 1° corrente sembrava trasfigurata, le sue vie e le sue
piazze per solito tranquille, brulicavano di persone, i caffè i
restaurants gli alberghi, le osterie rigurgitavano di una folla
chiassosa, allegra festeggiante la gran data cittadina, ed il brulichio
di persone e l’affluenza ai pubblici ritrovi si mantennero animate sino
a tarda notte. In alto i cuori!!…ed il cuore di ogni buon
Maceratese oggi esulta di giubilo, di soddisfazione, di amore per questa
vecchia ma pur simpatica città, di questa città che fu per tanto tempo,
sebbenesotto l’abborrito potere temporale, alla avanguardia della
civiltà, e che oggi davanti alla colonna d’acqua di Piazza Vittorio
Emanuele sente scorrere maggior sangue nelle sue vene, rinvigorirsi la
vita. Evviva! Evviva! Gridano i nostri vecchi aleggianti nello spazio.
- Fin dalle prime ore del mattino la
città è imbandierata. La Piazza Vittorio Emanuele tutta addobbata da
antenne e ad arazzi presentava un bel colpo d’occhio. Nel palazzo
Municipale erasi costruito dalla Ditta Enrico Pacioni e C. un
elegantissimo padiglione al dispora della loggia che prospetta su
piazza, i cui drappi in bleu-ciel risaltavano gaiamente in mezzo al
rosso degli arazzi e delle antenne.
- La banda di Città S.Angelo in
prossimità del teatro, fatto circolo, suonava scelti pezzi di musica,
che venivano applauditi dalla popolazione.
- Intanto lo spazio venivasi popolando
e la massa attorniava la fontana costruita in mezzo alla piazza. Essa è
di forma circolare, ad uso di vasca, le cui pareti esterne sono adorne
di stalattiti; nel mezzo vi è il cannello rivestito pue di simili
pietre. Alle 11.45 ad un segnale del Sindaco la colonna d’acqua irruppe
dal centro della fontana in mezzo ad uno splendore di luce e di sole.
- La folla proruppe in un vero grido di
gioja, si battevano le mani si sventolavano i fazzoletti si gridavano da
mille e mille bocche gli evviva i più cordiali ed entusiastici, mentre
le bande musicali intuonavano la marcia reale accolta da applausi e le
campane della torre Municipale suonavano a festa.
- Fu un momento solenne, sublime in cui
l’aspettativa di questo nostro buon popolo si sprigionò tutta intera
prorompendo in clamori di gioja e di giubilo. La colonna d’acqua
intanto, che raggiungeva la rispettabile altezza di circa 26 metri
saliva su, su imponente rompendosi alla cima in un bel pennacchio
bianchissimo che un leggero venticello di levante sminuzzava in un
pulviscolo sottilissimo e trasportava in leggiere volute dalla parte
opposta della piazza.
- Le campane della torre finalmente
cessarono di suonare e tutti aspettavano che fosse data la stura ai
discorsi, ma le Autorità credettero bene di non parlare al pubblico,
sebbene di rientrare.
- Lo che se fu un bene perché i
discorsi finiscono sempre per affliggere e togliere ad una festa
popolare la sua principale caratteristica non toglie che dall’Autorità
Municipale potevasi dire brevi parole di circostanza anche per elogiare
la Società costruttrice ed i bravi suoi ingegneri signori Lignori,
Sanchini e Pascali che hanno saputo con somma maestria condurre a
termine un’opera così grandiosa qual è appunto la conduttura dell’acqua
dalla lontana sorgente a Macerata.
- Colà dentro parlò il Prof.Santini
facendo la storia dell’opera e descrivendo le buone qualità dell’acqua
da lui sottoposta ad analisi, e disse brevi parole il ff.di Sindaco.
- La folla intanto non si stancava di
ammirare la colonna d’acqua che maestosa si elevava in alto, in mezzo ai
concerti delle tre bande che suonavano alternativamente.
- Ed ora sia lecito a noi di fare un
augurio, che come l’acqua potabile apporterà a Macerata un grande
vantaggio all’igiene pubblica, sia anche la fonte da cui trar forza per
maggiori assenzi sulla via del progresso.
- (Guy, Vessillo delle Marche, 6
settembre 1889)
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