- 14 GIUGNO 1891. Inaugurazione
del Politeama Marchetti. Il Sig. Anastasio Marchetti ha sortito dalla
natura uno spirito intraprendente. Egli non può star fermo, ha bisogno
di moto. Non sfuggì al suo acume il nuovo sistema delle Fornaci Offemann
e ne costruì subito una in Contrada Moje sul lato destro di via Cairoli
terreno di sua proprietà ma non ottenne il risultato che si aspettava e
varie furono le cause.
- Da vario tempo questa fornace
rimaneva inoperosa e nacque nella mente del Signor Marchetti l’idea di
trasformare questo fabbricato in un Teatro-Politeama. Senza pensarci
tanto, in brevissimo tempo l’idea venne tradotta in fatto ed oggi il
Politeama è compiuto, è benissimo arredato ed ha bellissimi scenari.
- Questo Politeama ha incontrato le
simpatie di tutti, da chiunque lo esamina, si sente esclamare bello,
bello; questo veramente mancava a Macerata e tutti concludono con un,
bravo Signor Marchetti ed io oggi, giorno della sua inaugurazione faccio
il mio lungo applauso. Il signor Marchetti sono certo che nulla
trascurerà per corredare questa sua opera di tutti gli altri locali che
si rendono necessari per la comodità e decenza. Io intanto mi permetto
raccomandare la costruzione della Galleria, e se fosse possibile un
aumento di Luce.
- Prima di dire al pubblico la mia
impressione sullo spettacolo Il Barbiere di Siviglia col quale venne
inaugurato la sera del 14 corrente voglio dire una parola sul servizio
del Caffè e del Ristoratore. Al Ristoratore diretto dal bravo cuoco
Pompeo Ferrucci si ha un eccellente pasto, e buonissimo Vino e se il
servizio non può dirsi inappuntabile, è però soddisfacente, e basterebbe
solo l’aggiunta di un inserviente che fosse pure della specie dei
Camerieri.
- Al Caffè il servizio non va, e il Sor
Giggi converrà con me che la prima sera specialmente era uno scandolo;
per certi servizi non si può essere attaccati alla Parrocchia; per
esempio, il Parmigiano bisogna acquistarlo a Lodi ect.ect.
- Ci fu un momento che quella
confusione si convertì in un quadretto allegro, da un lato il
Sig.Prof.Piersantelli con la sua placida sofferenza si raccomandava a
Giggi per avere una Gazzosa onde dissetare i suoi due bambini, e Giggi
rispondeva Io non ve pozzo fa gnente-quindi urlava Rescotate-rescotate-.
Dall’altro lato un burbero allegro, mi disser essere il Sig.Rocchetti,
batteva furiosamente per essere servito, ma inutilmente. (il gelato caro
Giggi era caldo e viceversa poi il caffè era gelato) in conclusione
bisognava provvedere. (La Campana 19 giugno)